Antonello Mercenaro

Ghost Notes

Antonello Mercenaro

“Ti va di venire ad una prova del coro?” Iniziò con questa frase l’avventura corale.
Subito fu un no grazie, non me la sento, poi un vediamo, poi ancora un ci penso ancora un po, dopo qualche mese diventò ‘necessariamente’ un va bene ma solo per una volta, proprio perché insisti.
Quella volta fu nel 2015 con gli Amici della Montagna e diventò molte volte, praticamente tutte.
Era da molto che non ascoltavo un coro dal vivo, così da vicino, quasi da esserci dentro, con la potenza del suono che ti avvolge, ero entusiasta.
Dai tempi dell’adolescenza era la prima volta che riprendevo in mano uno spartito, non fu banale ma per mia fortuna leggere mi piace, Gerusalemme di Bepi de Marzi fu il primo brano, lo eseguiamo ancora adesso.
Gradualmente entrai nell’ambiente, feci più esperienze con altri cori, cambiai repertorio, approfondii lo strumento canoro, l’interpretazione dei brani, lo stare in sezione, l’ascolto delle altre sezioni, la prova quando le sezioni vengono messe insieme e il concerto, quando si porta ad altri il frutto dell’impegno di tutti.
Finalmente avevo trovato una sintesi appassionante, un piccolo modello operativo di società: ci si occupa insieme di un tema condiviso e ben preciso, la musica, ci si coordina in armonia per dare un risultato il più bello possibile, si studia l’opera e le intenzioni che l’autore ci ha consegnato, ci si esprime con lo strumento più naturale che tutti abbiamo e con la propria emotività si coinvolge chi ascolta.
Valeva proprio la pena provarci, ne sono sempre più convinto, per fortuna quella persona non si arrese ai miei no, grazie Gianni.