Emozioni dal tour natalizio

Ghost Notes

Emozioni dal tour natalizio

Con l’arrivo del periodo natalizio si sente la necessità di condividere la gioia e gli affetti: e uno degli obiettivi principali del far musica per i Ghost Notes è quello di riunire le persone con la musica, specialmente nel periodo più bianco dell’anno in cui la necessità di amore si fa più forte che mai. Cinque concerti ci hanno accompagnati durante queste giornate dove troppo spesso il sentimento natalizio si perde a causa della frenesia cittadina.
Ad ogni concerto i coristi si incontrano prima dell’inizio dello spettacolo e l’atmosfera rimane ancora
tranquilla, giocosa e un po’ caotica: qualcuno inizia a scaldare la voce con qualche vocalizzo, altri
chiacchierano tra di loro per scaricare la tensione mentre c’è ancora chi sistema gli spartiti e chi ancora
deve arrivare. In questa atmosfera il tempo passa veloce, tra una prova e una battuta, e finalmente si
arriva al momento principale: l’inizio del concerto. Ricordo l’entrata di ognuno di questi cinque concerti e le diverse sensazioni provate per ciascuna: una volta era tensione (come all’Oratorio San Filippo), un’altra, a Villa De Mari, era tranquillità, perché ormai ci si sente di casa in quel luogo, e molte altre sensazioni diverse ci hanno accompagnato. Quando il concerto inizia e tutta la tensione e adrenalina iniziano a diminuire, veniamo trasportati dalla concentrazione e dalla bellezza della musica che creiamo: gli sguardi tra i compagni, i sorrisi dei cari che ci guardano dal pubblico e il sorriso del direttore sono tutte componenti che danno coraggio e ci permettono di tirare fuori il meglio di noi stessi per regalare musica a chiunque è disposto ad ascoltare. La musica, poi, finisce e la melodia viene rimpiazzata da applausi e così tutto il calore che abbiamo dato ci viene in un certo senso restituito. La serata però non è ancora conclusa e i Ghost festeggiano insieme a coristi e persone care la gioia di quei momenti tra qualche dolce e bevanda, come un semplice gruppo di amici come siamo noi, come viene ricordato ad ogni concerto dal nostro Presidente. A fine serata, quando si rientra a casa, ciascuna di queste esperienze lascia un tepore nel cuore che fa sentire ognuno parte di qualcosa in un modo speciale, qualcosa che non solo fa stare bene se stessi ma che permette di far stare bene anche altri, che è forse la cosa più bella che si possa fare.
Questa per me è la prova che la musica non è solo suono ma una grande arte capace di legare anche degli sconosciuti, come ha legato noi Ghost.

Chiara Vergani